Agosto 2026 eccezionale alla Riserva Karen Mogensen: il più caldo e il più secco della nostra serie
Agosto 2026 entra nella storia della Stazione Biologica Meteo Climatica Italia Costa Rica: è stato il più caldo e il più secco tra gli agosti con dati completi della serie di osservazioni iniziata nel 2017.
La stazione meteorologica della Riserva Karen Mogensen, sul versante pacifico del Costa Rica, ha registrato una temperatura media mensile di 27,2 °C e appena 40 mm di pioggia.
È una combinazione davvero eccezionale: temperature persistentemente elevate e precipitazioni estremamente scarse proprio durante la stagione piovosa.
I dati principali di agosto 2026
La temperatura media mensile è stata di 27,2 °C, contro una media delle nostre osservazioni pari a 25,9 °C.
L’anomalia è quindi di circa +1,3 °C.
Il precedente agosto più caldo della serie era stato quello del 2024, con 26,2 °C. Agosto 2026 lo ha superato di ben 1,0 °C, un margine molto ampio per una media mensile.
🌡️ I principali dati termici sono:
- temperatura minima media: 22,1 °C;
- temperatura massima media: 32,2 °C;
- temperatura media: 27,2 °C;
- massima assoluta: 35,1 °C il 26 agosto;
- giornata mediamente più calda: 27 agosto, con 29,5 °C.
Il caldo è stato anche molto persistente:
- 26 giorni su 31 hanno raggiunto o superato i 30 °C;
- 21 giorni hanno raggiunto almeno 32 °C;
- 7 giorni hanno raggiunto o superato 34 °C;
- in 2 giornate la temperatura ha toccato almeno 35 °C.
Particolarmente calda è risultata l’ultima parte del mese. La terza decade ha avuto una temperatura media di 27,9 °C e una media delle massime di 33,5 °C.
🌧️ Appena 40 millimetri di pioggia
Ancora più impressionante è il dato pluviometrico.
Nel corso dell’intero mese sono caduti soltanto 40 mm, contro una media delle nostre osservazioni di 226,5 mm.
Il deficit è stato quindi di 186,5 mm, pari a circa l’82% in meno. In altre parole, agosto 2026 ha ricevuto appena il 18% della pioggia media mensile.
La scarsità delle precipitazioni è evidente anche nella distribuzione giornaliera:
- 16 giorni sono trascorsi senza alcuna precipitazione;
- in 23 giorni sono caduti al massimo 0,2 mm;
- il solo episodio del 5 agosto ha prodotto 21,2 mm, oltre la metà della pioggia mensile;
- i tre episodi più rilevanti hanno concentrato circa l’84% dell’intero accumulo.
Non si è trattato quindi soltanto di un totale molto basso, ma anche di precipitazioni fortemente concentrate in pochi episodi, separate da lunghi periodi quasi completamente asciutti.
📊 Un record ancora più netto di quanto sembri
Nella tabella storica compare un accumulo di 120,8 mm nell’agosto 2019, ma durante quel mese si verificarono numerose interruzioni nell’acquisizione dei dati. È quindi molto probabile che la precipitazione del 2019 sia sottostimata e non direttamente confrontabile con quella di un mese completo.
Se il confronto pluviometrico viene limitato agli agosti precedenti con dati completi, la loro precipitazione media è di circa 268 mm. Rispetto a questo riferimento, il deficit dell’agosto 2026 raggiunge circa l’85%.
🏡 Un importante successo della nostra stazione
Il risultato scientifico di quest’anno contiene anche un motivo di particolare soddisfazione.
Nel febbraio 2026 Luca Lombroso e Dario Sonetti hanno effettuato un importante intervento di manutenzione sulla stazione meteorologica della Riserva Karen Mogensen.
Grazie a quel lavoro, tutti i dati di agosto 2026 sono stati acquisiti regolarmente: 31 giorni completi, senza alcun dato perso.
È un risultato tutt’altro che scontato. La stazione, infatti, attualmente non è presidiata e opera in un ambiente tropicale dove caldo, umidità, precipitazioni intense, vegetazione e fauna mettono continuamente alla prova sensori, alimentazione e sistemi di trasmissione.
Disporre di un mese completo e continuo rappresenta quindi un vero successo tecnico e scientifico. La qualità delle osservazioni dipende non soltanto dagli strumenti, ma anche dalle manutenzioni sul campo e dalla cura costante dell’intero sistema.
🌀 Un approfondimento su El Niño e sulla preparazione
Il caldo eccezionale e il forte deficit di pioggia sono coerenti con gli effetti di El Niño sul versante pacifico dell’America Centrale.
Questi dati restano molto importanti, perché caldo e siccità durante la stagione piovosa possono aumentare lo stress della vegetazione e la pressione sulle risorse idriche e sugli ecosistemi. Continueremo quindi a monitorare la Riserva Karen Mogensen.
Nei prossimi giorni pubblicheremo un approfondimento su El Niño, sui suoi possibili effetti in Costa Rica e sulle azioni utili per affrontare eventuali periodi più caldi e asciutti: tutela dell’acqua, prevenzione degli incendi, gestione della vegetazione e protezione della fauna.

