Report MeteoClimatico Giugno 2026

Giugno 2026 alla Stazione Biologica e Meteoclimatica Italia–Costa Rica: più caldo, meno piovoso, con primi segnali di El Niño

Il mese di giugno 2026 ha mostrato caratteristiche interessanti alla Stazione Biologica e Meteoclimatica Italia–Costa Rica “Karen Mogensen”, confermando l’importanza del monitoraggio continuo del clima nella Penisola di Nicoya. Pur rimanendo pienamente nella stagione delle piogge, il mese è stato complessivamente più caldo e leggermente meno piovoso rispetto al giugno 2025, con precipitazioni concentrate in pochi episodi particolarmente intensi.

Temperature sopra la media dello scorso anno

La temperatura minima media del mese è stata di 22,0 °C, praticamente in linea con quella del 2025 (22,3 °C). La differenza più evidente riguarda invece le temperature massime, che hanno raggiunto una media di 31,2 °C, ben 1,6 °C in più rispetto al giugno 2025.

Anche la temperatura media del mese risulta superiore di circa 0,6 °C, segnale di un riscaldamento dovuto soprattutto alle ore più calde della giornata.

Il giorno più caldo è stato il 1° giugno, con una temperatura massima di 35,1 °C, il valore più elevato dell’intero mese. Al contrario, il 7 giugno è stata la giornata più fresca, quando una perturbazione particolarmente intensa ha limitato la temperatura massima a 24,8 °C.

Le temperature minime hanno oscillato tra 20,4 °C e 23,5 °C, confermando un clima tropicale caldo ma senza eccessi nelle ore notturne.

Piogge abbondanti, ma concentrate

Nel corso del mese sono caduti complessivamente 264,8 mm di pioggia, contro i 312,2 mm registrati nel giugno dello scorso anno: circa il 15% in meno.

Non si tratta però di una stagione secca. Le precipitazioni sono state distribuite su 21 giorni, ma concentrate soprattutto in pochi eventi molto intensi.

Tra gli episodi più significativi ricordiamo:

  • 7 giugno: 83,4 mm
  • 16 giugno: 66,6 mm
  • 5 giugno: 20,2 mm
  • 13 giugno: 20,2 mm

Dopo il 20 giugno la situazione è cambiata sensibilmente: nell’intera terza decade del mese sono caduti appena 6,2 mm, evidenziando una fase decisamente più asciutta rispetto a quella osservata nello stesso periodo del 2025.

Un giugno diverso dal 2025

Il confronto con lo scorso anno mette in evidenza alcune differenze interessanti.

Il giugno 2025 era stato caratterizzato da temperature più uniformi e da precipitazioni distribuite lungo tutto il mese, culminando con una terza decade particolarmente piovosa.

Nel 2026, invece, si osservano:

  • temperature massime sensibilmente più elevate;
  • maggiore escursione termica tra giorno e notte;
  • piogge concentrate in pochi episodi intensi;
  • una seconda parte del mese molto più secca.

Un possibile effetto di El Niño?

È ancora presto per trarre conclusioni definitive, ma il comportamento osservato durante giugno appare compatibile con gli effetti che spesso El Niño produce sulla costa pacifica dell’America Centrale.

Durante gli episodi di El Niño, infatti, è frequente osservare:

  • temperature diurne più elevate;
  • intervalli asciutti più lunghi anche durante la stagione delle piogge;
  • precipitazioni meno frequenti ma talvolta più intense quando si verificano.

Il giugno 2026 presenta diversi di questi elementi: un mese più caldo rispetto all’anno precedente, precipitazioni concentrate in pochi eventi e una marcata diminuzione delle piogge nella parte finale del mese.

Naturalmente un singolo mese non è sufficiente per attribuire queste anomalie esclusivamente a El Niño. Sarà fondamentale seguire l’evoluzione dei prossimi mesi per verificare se questo andamento rappresenti soltanto una normale variabilità della stagione oppure l’inizio di un segnale climatico più persistente.

La raccolta sistematica dei dati presso la Stazione Biologica e Meteoclimatica Italia–Costa Rica “Karen Mogensen” continua proprio con questo obiettivo: documentare nel tempo l’evoluzione del clima tropicale, contribuendo alla ricerca scientifica e alla conoscenza dei cambiamenti climatici in un’area di straordinario valore naturalistico.

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